Genetica e Salute Devon Rex
Ereditarietà ed ambiente PDF E-mail
Come abbiamo già detto, l'eredità, cioè la trasmissione dei caratteri dai genitori ai figli, è in gran parte influenzata dall'ambiente: da quel complesso di fenomeni esterni all'organismo che si esplicano sotto forma di azioni fisiche o nutritive, e sotto il cui influsso l'organismo animale si sviluppa, vive e produce.
Ambiente che, durante lo sviluppo e l'intera vita dell'organismo, permette la estrinsecazione di alcuni caratteri e di altri no, oppure, limita la portata di qualcuno a favore di altri, o addirittura “favorisce" la manifestazione di nuove caratteristiche somatiche d'ordine morfologico, fisiologico, funzionale.
"La manifestazione finale di un carattere è pertanto il risultato di una complessa interazione di singole azioni geniche che possono influenzarsi e modificarsi a vicenda, e che risentono sempre dell'azione dei fattori ambientali" (BorGIOLl).
"L'ambiente - dice sempre il BORGlOLl - agisce sugli animali in due distinte maniere: in primo luogo stabilendo le condizioni necessarie alla espressione fenotipica dei geni; ed inoltre, agendo direttamente (attraverso meccanismi fisiologici di stimolazione o di inibizione), sulle condizioni trofiche e funzionali dei tessuti e degli organi, nonché dell'individuo preso nel suo complesso.
L'influenza dell'ambiente come sopraddetto ha un ruolo di primaria importanza soprattutto su quei caratteri la cui variabilità è, (o può essere), anche notevole da un individuo all'altro della stessa popolazione.
Sono i cosiddetti "caratteri quantitativi" (cioè "misurabili''), che rivestono grande importanza dato che comprendono le caratteristiche somatiche e funzionali ("produttive"), preminenti negli animali domestici in quanto interessano: il peso, la statura, e le altre dimensioni somatiche; le produzioni di latte o di lana o di uova ed  relativi "contenuti"; la velocità di accrescimento e l'indice di conversione degli alimenti; la velocità e il "fondo" degli animali da servizio; le rese alla macellazione e allo spolpo.
Caratteri, tutti, riportabili non agli effetti di un singolo fattore ereditario ("gene''), ma all'azione di molti o moltissimi geni ad effetto additivo, cioè geni i cui effetti si sommano l'un l'altro. Caratteri che variano da un animale all'altro ancorché della stessa razza e dello stesso allevamento (si pensi, ad esempio, alla diversità di produzione lattea delle bovine di una stessa stalla), risentendo notevolmente delle "condizioni ambientalì". Difatti, nelle specie animali utili all'uomo, il rapporto eredità-ambiente diviene determinante per il risultato della selezione.
L'ambiente è rappresentato dal clima (temperatura, escursioni terminche, umidità, precipitazioni atmosferiche, radiazioni solari, venti, altitudine, pressione barometrica, ecc.); dalla natura fisico-chimica del terreno nei suoi riflessi sulla composizione e sul valore nutritivo dei foraggi che vi crescono; dall'alimentazione di cui gli animali usufruiscono, soprattutto nel primo periodo della loro vita; dall'esistenza di specie e razze concorrenti nella lotta per l'esistenza (per gli animali selvatici); dalle malattie infettive e parassitarie che possono rappresentare veri fattori limitanti della riuscita dell'allevamento. Inoltre, è da considerare come "influenza ambientate" quella dipendente dalla vita fetale dell'organismo animale, non tanto per lo stato di nutrizione della madre e di riflesso quello del feto, quanto per eventuali carenze, stati tossici, ecc. Non ultimi per importanza, sono da considerare le condizioni di alleva­mento (tipo di detenzione, igiene dei ricoveri, ginnastica funzionale cui gli animali sono sottoposti, ecc.) e il "management", che è come dire: "il saperci fare dell'allevatore".
L'enorme casualità con cui agiscono i fattori ambientati è molto articolata, e la loro azione varia per intensità, localizzazione ed effetto. Alcuni agiscono in concomitanza, altri in antagonismo. Diversi di questi fattori, però, possono essere alla portata dell'allevatore che, a seconda della convenienza, può assecondarli o contrastarli con i mezzi tecnici a disposizione.
Per questo, secondo il BORGIOLl, i fattori ambientati possono essere distinti in due gruppi costituenti:
- ambiente ecologico, dato da fattori e condizioni non modificabilj dall'uomo: agenti naturali che influiscono permanentemente sull'organismo animale apportandovi modificazioni più o meno profonde;
- ambiente zootecnico, dato da fattori dipendenti dall'uomo (metodi di allevamento, alimentazione, igiene e profilassi), Ivi compresa la ginnastiea funzio­naie, cioè l'esercizio metodico ripetuto di taluni organi ed apparati in grado di provocare modificazioni morto-strutturali degli organi stessi, esaltan­done le relative funzioni.
 

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